Scambio di informazioni fiscali tra Italia e Emirati Arabi Uniti

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Dal 2018 arriva la VAT nel GCC

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Dal 2018 arriva la VAT nel GCC

Oramai è ufficiale.

Con il 1° gennaio 2018 entrerà in vigore l’IVA (o meglio la VAT come riconosciuta a livello internazionale) anche nei Paesi del GCC (Gulf Cooperation Council), ovvero: Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Oman, Bahrein e Kuwait. Per alcuni l’entrata in vigore coinciderà con l’inizio del 2018 (ad esempio i 7 Emirati che danno vita agli Emirati Arabi Uniti), per altri Paesi coinciderà con l’inizio del 2019.

La VAT sarà una aliquota fissa, pari al 5%, come ha specificato il Sottosegretario del Ministero delle Finanze del Paese emiratino, Mr. Younis Al Khouri, che, in una recente intervista, ha spiegato che l’aliquota si applicherà a tutti i beni e servizi, a esclusione degli alimenti di prima necessità. Ne resteranno esclusi anche i settori dell’istruzione, della sanità, dei servizi sociali, delle energie rinnovabili e della tecnologia.

Per di più, stando alle prime indiscrezioni, l’aliquota dovrebbe essere applicata alle importazioni e alle forniture locali di beni e servizi, mentre le esportazioni sembrerebbero non essere tassate.

Lo stesso Sottosegretario ha specificato che, stando alle prime previsioni, nel primo anno di entrata in vigore dell’aliquota, essa produrrà un ammontare di quasi 12 bilioni di Dirham (la moneta locale), con un aumento intorno ai 20 bilioni di Dirham nel corso del secondo anno d’imposta.

L’introduzione dell’imposta era al vaglio del Governo da un po', al solo fine di rafforzare la base di reddito degli Emirati e ridurre al minimo la dipendenza dall’oscillazione del prezzo del petrolio.

Continua Mr. Al Khouri “la riduzione della dipendenza dai proventi del petrolio, la ricerca di altre fonti di reddito, la razionalizzazione della spesa e il miglioramento degli investimenti in settori e progetti strategici, porteranno una crescita ulteriore per i settori non-oil, che si prevede raggiungerà il 4,6% nel 2020”.

Si badi, però, che non tutte le imprese dovranno registrarsi ai fini IVA.

La linea di demarcazione, infatti, è rappresentata dal fatturato minimo annuo: si parla di un valore attorno ai 100.000,00 $ (dato però ancora non ufficiale e non si esclude che possa essere rivisto o accostato ad altri parametri).

Inoltre, non si esclude che alcuni tipi di società, che non rientrano nei parametri di registrazione ai fini fiscali, in quanto, in via esemplificativa, con fatturato al di sotto della soglia minima, debbano registrarsi.

Non è detto che la società “X” che ha come oggetto sociale la fornitura di beni e servizi, ma un fatturato annuo pari a 60.000,00 $, debba obbligatoriamente registrarsi. La legge emiratina, a riguardo, afferma che anche le società non assoggettate all’aliquota IVA, dovranno tenere la documentazione fiscale e contabile in ordine, cosicché, su richiesta del Governo, si possa dimostrare il perché dell’esonero. Ma non parla di obbligatorietà di registrazione.

L’introduzione dell’aliquota rappresenta un cambiamento radicale per i Paesi del GCC e per le aziende che, fino ad oggi, non l’hanno mai applicata. Cambiamento soprattutto in termini di organizzazione interna, con conseguente aumento dei costi di gestione.

Ogni singola azienda, perciò, dovrà:
  • determinare le eventuali aree della propria attività soggette all’aliquota;
  • elaborare modelli e documenti, adeguandoli alla normativa
  • adeguare il proprio sistema informatico
  • aggiornare la contabilità, con introduzione dei libri contabili
  • assicurarsi che le fatture emesse siano adeguate ai nuovi standard normativi
  • adeguare i contratti alla normativa, con eventuale modifica delle clausole fiscali in quelli già in essere
  • formare il proprio personale

Con riferimento, invece, alle operazioni di trading, le cosiddette “estero su estero” (ovvero le operazioni svolte per mezzo di un soggetto giuridico locale, ma senza il transito delle merci nel territorio del GCC), la normativa non si sbilancia. Perciò, l’unico punto di convergenza trading/VTA dovrebbe riguardare il punto di vista prettamente documentale, essendo l’imposta legata alla materiale entrata/uscita del bene nel/dal territorio del GCC.

Ricordiamo che negli Emirati, come ribadito dalla Legge 2/2015, vige un regime di mercato libero, nel senso che non vi è obbligo di pubblicare i bilanci. L’introduzione della VAT, che ha reso obbligatorie la tenuta delle scritture contabili, ha stravolto il sistema previgente: gli standard internazionali (IAS/IFRS) dovranno essere rispettati e le aziende dovranno fornire una chiara visione dei profitti e delle perdite legati alla vita aziendale/societaria. Nel caso di omissione, la multa da pagare sarà pari a 100.000 AED, ovvero circa 25.000,00 €.

L’introduzione della VAT comporta, perciò, un aumento degli adempimenti fiscali odierni. Aumento a cui, ancor oggi, gli imprenditori locali non sembrano minimamente pronti. Il che comporterà un aumento delle società di consulenza fiscale con figure professionali qualificate.

Antonella Basso

International Legal consulting


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